Normativa di riferimento

Nota ai navigatori

Dal 1° gennaio 2015 la Città Metropolitana ha sostituito la Provincia di Genova, pertanto tutte le informazioni contenute nei vari canali del sito dati.provincia.genova.it non sono più aggiornate (ultimo aggiornamento dicembre 2014).
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Il portale dei Dati della Città Metropolitana di Genova
si trova all'indirizzo http://dati.cittametropolitana.genova.it

La Direttiva 2003/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, approvata il 17 novembre 2003 e pubblicata nella GUCE n. L 345 del 31 dicembre 2003, costituisce il primo passo in tema di riutilizzo dell'informazione del settore pubblico. A seguito di tale Normativa sono tanti i riferimenti normativi italiani che auspicano ed indirizzano le amministrazioni locali alla apertura del dato pubblico.
Qui di seguito un elenco delle normative relative alla problematica degli open-data.

2003 – Direttiva 2003/98/CE del 17-nov-2003 – riutilizzo dei dati pubblici a livello comunitario

Tale direttiva recepita dall’ordinamento italiano con il Decreto Legislativo 24 gennaio 2006 n. 36, prevede che ogni Amministrazione pubblica abbia la possibilità di autorizzare il riutilizzo delle informazioni che vengono raccolte, prodotte, e diffuse nell’ambito del perseguimento dei propri compiti istituzionali.

2005 – Codice dell’Amministrazione Digitale (D. Lgs. n. 82/2005) – Disponibilità del dato pubblico

E’ in questo momento che viene definito il concetto di “disponibilità del dato pubblico” che prevede la possibilità, per soggetti pubblici e privati, “di accedere ai dati senza restrizioni non riconducibili a esplicite norme di legge”.
Quindi la singola PA deve dotarsi di sistemi automatici o manuali in grado di rendere a disposizione (immediatamente o su richiesta) ogni dato pubblico sia ad altri enti che a soggetti privati.
» [Riferimento a NORMATTIVA]

2009 – Linee guida siti web della PA (razionalizzazione, accorpamento)

Con le “Linee Guida per i siti Web della PA”, pubblicate ai sensi dell’art. 4 Direttiva del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione del 26 novembre 2009, n. 8, sono stati forniti alle amministrazioni pubbliche criteri e prescrizioni da seguire nell’attività di razionalizzazione dei siti web esistenti, con particolare riferimento alla “razionalizzazione” dei siti online dipendenti dalla singola PA e suggerendo una gestione accorpata dei siti al fine di ottimizzarne la gestione e migliorare la fruibilità dei dati.
Con particolare riferimento alla creazione di sistemi automatici e digitali per rendere disponibili i dati pubblici al pubblico, le linee guida dei siti delle PA suggeriscono chiaramente la creazione di un unico punto di accesso al “dato”.

2009 – Evoluzione del concetto di trasparenza

La trasparenza, all'indomani del D. Lgs. n. 150/2009, è intesa come "accessibilità totale (…) delle informazioni concernenti ogni aspetto dell’organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all’utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell’attività di misurazione e valutazione” (articolo 11, comma 1). Si tratta di una nozione diversa - e ben più ampia - rispetto a quella contenuta negli articoli 22 e seguenti della Legge 7 agosto 1990, n. 241, che disciplina le specifiche fattispecie del diritto di accesso ai documenti amministrativi.
Sebbene non sia ancora ben definito in questa fase cosa si intenda per “accessibilità totale”, si intravede la necessità delle PA di rendere accessibili e fruibili tutte le informazioni ed i dati “creati” dalla PA stessa.

2010 – accessibilità totale delle informazioni pubbliche

Deliberazione Civit n. 105/2010, "l’accessibilità totale presuppone, invece, l’accesso da parte dell’intera collettività a tutte le “informazioni pubbliche”, secondo il paradigma della «libertà di informazione» dell’open government di origine statunitense. Una tale disciplina è idonea a radicare, se non sempre un diritto in senso tecnico, una posizione qualificata e diffusa in capo a ciascun cittadino, rispetto all’azione delle pubbliche amministrazioni, con il principale scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità".
Qui per la prima volta si fa riferimento alle attività dell’open government avviato nel 2008 da Obama negli Stati Uniti che ha previsto una rivoluzione del trattamenti dai dati degli enti pubblici americani ed una completa apertura del lavoro “nel” pubblico “al” pubblico.
» [ Riferimento CIVIT]

2010 – Riforma del CAD (D.Lgs. 235/2010) – Primo esplicito riferimento agli OPEN DATA

Viene fatto un esplicito sollecito alle amministrazioni ad aprire il proprio patrimonio informativo (ovvero il patrimonio dei dati “pubblici” proprietà delle singole amministrazioni pubbliche). “Le pubbliche amministrazioni, al fine di valorizzare e rendere fruibili i dati pubblici di cui sono titolari,
promuovono progetti di elaborazione e di diffusione degli stessi anche attraverso l’uso di strumenti di finanza di progetto”.
La diffusione dei dati deve avvenire utilizzando “formati aperti” che ne consentano facilmente il riutilizzo, l’elaborazione e l’aggregazione.

2012 – DL. 83 del 2012 (art. 18) – Amministrazione aperta

Per la prima volta, si fa esplicitamente riferimento a direttive per l’applicazione e l’implementazione dell’OPEN GOVERNMENT, con particolare riferimento ai benefici economici. “La concessione delle sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle imprese e l'attribuzione dei corrispettivi e dei compensi a persone, professionisti, imprese ed enti privati e comunque di vantaggi economici di qualunque genere - art.12 L.241 del 1990 ad enti pubblici e privati, sono soggetti alla pubblicità sulla rete internet (…) secondo il principio di accessibilità totale DL 150 del 2009”.
L’articolo codifica chiaramente i dati da rendere pubblici per il particolare contesto applicativo ed identifica (secondo lo schema di “livello di apertura del dato”) il grado almeno “tre stelle” per la pubblicazione (ovvero almeno il formato csv).